Acerra, vicolo della Democrazia, un vicolo notoriamente, notoriamente…maschilista.
Vi sembrerà strano che nel 2013 ci sia ancora una discriminazione di genere, ma vi posso assicurare che è ancora un tema di valida discussione.Un comune, di quasi sessantamila abitanti, non riesce a trovare una buona rappresentanza femminile, sembra impossibile, ma i dati così ci dicono.  Cercherò di riassumere la vicenda in poche parole.

Nell'attuale consiglio comunale, su 24 unità, non c'è nessuna donna. Ma non è una novità, perchè nel passato consiglio comunale, formato da 30 unità, c'erano solo uomini. Tornando ancora dietro nel tempo al lontano 2004, furono elette solo due donne, di cui una rinunciò alla carica di consigliere per essere assessore, mentre la seconda sedeva in consiglio come candidato a sindaco non eletto. Tornando ancora più indietro nel tempo, nel 1999 solo una donna sedeva in consiglio comunale.
Per quello che riguarda la questione della giunta, prima del 2009 (anno della prima giunta che ha dovuto inserire una donna per obbligo di legge) ci sono state diverse donne che si sono occupate della politica cittadina, ma la loro presenza non è stata mai particolarmente rilevante, sono sempre state poche le signore che sedevano in giunta. Dal 2009 con l'obbligo delle quote rosa la presenza doveva lievitare, ma invece niente. Solo una donna in giunta fino al 2011, fino ad arrivare alle elezioni del 2012 e la situazione sconcertante attuale. Come abbiamo detto, nessuna donna è stata eletta nel consiglio comunale. Mentre per la giunta, come da obbligo di legge, nella prima giunta spicca il nome di una sola donna, la quale per dissidi politici si dimette dopo nemmeno una settimana dalla nomina. Per la sostituzione si devono aspettare ben quattro mesi, ma anche il nuovo assessore dura poco, infatti per motivi di salute dopo cinque mesi dalla sua nomina si dimette. E da marzo ad oggi la giunta non ha una quota rosa al suo interno, sollevando in molti un piccolo dubbio di validità degli atti adottati dalla giunta senza l'assessore donna.

Ora la prima riflessione che mi sono fatto è la seguente: "ma fai che le donne sono poche rispetto agli uomini", un'affermazione che spiegherebbe anche alcune risse fuori i pub, ma invece andando a vedere i dati le donne sono anche la maggioranza netta di questo paese, quindi?

Adesso, il problema non è che il sindaco deve nominare al più presto una donna in giunta per un obbligo legale, il vero problema è che forse tutta la classe politica dovrebbe ripensare al modo in cui si vede la donna. Non è una semplice riempiposto o un prestanome, deve essere il centro della rinascita politica di questo paese. Quindi non è che per risolvere il problema della rappresentanza riempiamo la giunta di Nicole Minetti, dobbiamo cercare di rendere tutto molto più qualitativo. Ed ancora anche le donne devono cercare di essere più presenti nel mondo che li riguarda. E forse un giorno potremmo dire anche noi di essere arrivati a vincere la nostra appartheid.