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7 Step per creare la tua Startup

7 utili consigli per avviare una startup web

7 Step per creare la tua Startup.

The Social Network, la pellicola del 2010 in cui viene narrata la nascita di Facebook, oltre ad essere riconosciuto come un bel film, ha avuto il merito di aver spinto tantissimi ragazzi ad avventurarsi nella creazione di una Startup Web.

Quasi tutti si sono immaginati a capo del loro rivoluzionario social network, mentre raggiungevano trionfalmente il traguardo dei 10 milioni di utenti, oppure, mentre in vestaglia rifiutavano finanziamenti milionari da Venture Capitalists.

Qualcuno avrà persino pensato che per Zuckerberg e soci sia stata solo questione di fortuna e che, in fondo, chiunque poteva realizzare Facebook.

Ora vi svelo un segreto, anzi tre: Non è facile, Non è questione di fortuna e Non è un lavoro per tutti.  Al contrario essere Startupper richiede impegno, tenacia e un pizzico di follia. Si lavora 18 ore al giorno, sabati e domeniche compresi spesso senza incassare niente per mesi e ancora più spesso si finisce con un fallimento.

Insomma, per inventare il nuovo Twitter dovete avere una “vocazione” ed essere disposti a grandi sacrifici.

Se nonostante tutto, siete ancora convinti di essere il nuovo Sean Parker (inventore di Napster e Cause e socio di Facebook), eccovi 7 steps fondamentali per creare la vostra Startup. Probabilmente non diventerete miliardari in euro ma seguendo queste indicazioni  avrete qualche possibilità in più di creare qualcosa di interessante.

  1. Idea : individuazione di criticità che la tecnologia ci può aiutare a risolvere.  Probabilmente il mondo può fare a meno dell’ennesimo sito pieno di video di gattini che fanno il bagnetto e di cani che vanno in Skateboard. Cercate piuttosto di trovare qualche problema che grazie alla tecnologia moderna (smartphone, geolocalizzaione, etc.) sia facilmente risolvibile. Soundreef, una delle Startup italiane più promettenti, ha scoperto le difficoltà nella gestione dei diritti di autore ed ci ha creato un business.  Risolvere un problema non è una garanzia di successo, diciamo che è come il casco in moto: non è certo che ti salvi la vita ma certamente aiuta.
  2. Business Model: definisce il modo attraverso il quale l’impresa veicola valore ai consumatori, convince i clienti a pagare per il valore acquisito, e converte quei pagamenti in profitto. Se non siete una Onlus e se non lavorate per la gloria, avrete bisogno di un Business Model che faccia guadagnare del vile denaro alla vostra azienda. Molto spesso le idee più incredibili muoiono per mancanza di business model efficaci.  Ovviamente, ci sono delle eccezioni come Instagram che nonostante i 25 milioni di utenti, non ha ancora trovato un business model efficace, ma sono le eccezioni che confermano la regola.
  3. Validazione dell’ideaverifica esterna della fattibilità  e sostenibilità del modello di business. Tutti siamo convinti di avere delle idee fantastiche, che, se realizzate, ci porteranno ricchezza e successo. Purtroppo la realtà è spesso diversa. Il problema è che se abbiamo avuto un’intuizione, difficilmente pensiamo che sia una cavolata, in fondo “ogni scaraffone è bello a’mamma sua”. La cosa da fare quindi è rivolgersi a qualcuno, meglio se a più persone, che ci possa dare un giudizio neutrale e obiettivo sulla bontà della nostra idea. La cosa migliore sarebbe trovare qualcuno con esperienze significative nel settore per avere indicazioni e suggerimenti. Ormai, anche in Italia  ci sono eventi come StartuppaMI.it, dove chi vuole può presentare la propria idea e ricevere un feedback da altri Stratuppers, investitori e addetti ai lavori.
  4. Team: creazione di un team di persone con Skills complementari per la realizzazione di un progetto. Se non avete i fondi per pagare delle persone che lavorino per voi, dovrete iniziare a considerare l’idea di coinvolgere qualcuno nella vostra impresa. Le Startup spesso nascono senza grossi budget, quindi la strada da seguire è quella di creare un gruppo di persone che, grazie alle proprie competenze specifiche, possa coprire e soddisfare i bisogni del progetto. Siete programmatori? Avrete bisogno di un Grafico, di qualcuno che si occupi del lato finanziario, di qualcuno che si occupi del Marketing, delle PR e così via. Come retribuire queste persone? Cedendo delle quote. Le persone che decidono di avventurarsi con voi nella realizzazione della vostra idea rischiano come voi e hanno quindi diritto a una parte dei futuri guadagni della vostra Startup. A questo Link trovate un interessante documento in Inglese (tradotto con Google Translator) che spiega come si possono dividere le quote di un’azienda nascente.
  5. Minimum Viable Product: realizzazione prototipo funzionante. Ora che avete creato il team, siete pronti per realizzare un prototipo funzionante del vostro prodotto o almeno una alfa (termine che indica il primo stadio evolutivo di un software). Non vi resta quindi che lavorare per portare a compimento quello che fino a qualche tempo prima era solo una stravagante idea. Ricordatevi che l’execution (esecuzione) di un progetto è una parte fondamentale del progetto, tanto e forse più dell’idea stessa. Infatti, essendoci più di 7 miliardi di persone nel mondo, è alquanto probabile che ci sia qualcun altro che lavora al vostro stesso progetto e l’unica cosa che vi può davvero avvantaggiare è creare il miglior prodotto possibile. Spesso si sente dire che è la velocità a fare a differenza e che chi arriva prima spesso arriva primo, ma il crollo di Myspace succesivo all’arrivo di Facebook ci dimostra che a vincere è spesso chi ha semplicemente il prodotto migliore.
  6. Funding: reperimento delle risorse economiche necessarie all’avviamento o al miglioramento dell’impresa. Siete riusciti a trovare un idea valida, un business model efficace, un team ben assortito ed un prototipo funzionante. Adesso dovete trovare qualche soldo per coprire i primi costi. No, non sto parlando ne di una segretaria  né tantomeno di un ufficio, questi sono orpelli inutili che persino il vostro mito Zuckerberg  ha dovuto attendere per avere. Sto parlando dei costi tecnici e amministrativi: creazione della società, registrazione del dominio e utilizzo dei server, licenze per i programmi etc.   Solitamente si può partire rivolgendoci alle cosidette tre F  “Family, Friends & Fools”, ovvero familiari, amici e qualsiasi altro pazzo disposto a credere in noi e ad investire soldi nella nostra idea. Se non riuscite a coinvolgere nessuno dei sopracitati potete provare con gli investitori istituzionali(Venture Capitalists, Angel etc.), ma se non riuscite a convincere vostra madre e i vostri amici, difficilmente convincerete un estraneo.
  7.  Lancio e Validazione del mercato: lancio del prodotto/servizio sul mercato. E’ arrivato il momento tanto atteso, state per lanciare la vostra “creatura” sul mercato. Se pensate di essere alla fine dell’avventura, vi sbagliate di grosso. Un buon prodotto è un “processo infinito” deve essere continuamente migliorato e ottimizzato per poter superare la concorrenza. Instaurate un rapporto bilaterale con i vostri utenti ascoltate quello che hanno da dirvi e sfruttate questi feedback. Ma attenzione, spesso gli utenti vi chiederanno tutto e il contrario di tutto, qualcuno vorrà più features e qualcun altro ne vorrà di meno, qualcuno vorrà più colori e qualcun altro vorrà un aspetto noir in bianco e nero. Sarà quindi compito vostro capire come selezionare ed unire questi suggerimenti, evitando di stravolgere quella che era la vostra visione di partenza.

Se la vostra idea era valida e se avete lavorato duramente per realizzarla al meglio, avrete ottenuto i primi risultati e potrete sentirvi dei piccoli Zuckerberg, non per il conto in banca, ma perché siete riusciti a creare qualcosa che altre persone trovano utile o piacevole.  Se al contrario avete insistito con l’idea del video dei gattini bagnati, probabilmente avete letto l’articolo sbagliato.

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