Domani è la fatidica data, il 21 dicembre 2012, il giorno in cui ci dovrebbe essere la famosa e preannunciata FINE DEL MONDO! Siete pronti? Avete costruito il vostro bunker, avete con voi l'indispensabile kit di sopravvivenza, vi siete muniti di armi stermina-zombie? Ma la domanda principale è: siete veramente così ingenui da aver pensato ad una soluzione del genere per un evento che non capiterà? Se la risposta è sì, questo articolo non è per te.

Parlare di apocalisse è un po' come parlare di amore, di sesso, di politica, di ricchezza, di gossip: si è sempre fatto e sempre si farà. Non a caso, l'antropologo napoletano Ernesto De Martino definì nel libro La fine del mondo del 1977 che ogni ennesima catastrofe mondiale viene trasformata in "psicopatologia della morte", ossia terrore generale che ricorre ciclicamente. Questa volta però, più di altre, l'argomento è stato preso così tanto in considerazione da far scomodare i piani alti. Ad esempio, i tecnici della Nasa hanno dovuto confutare l'imminente collisione tra la Terra e l'asteroide Nairubu, mentre dalla Duma, il parlamento russo, è stato lanciato un appello attraverso le televisioni locali affinché i messaggi apocalittici fossero diminuiti, vista l'isteria generale. Ma se volessimo andare a ricercare la risposta alle proprie domande, dovremmo concentrarci sull'origine di tutto: i Maya. E da loro scopriamo che non c'è il ben che minimo indizio che il termine di un ciclo significhi l'inizio della fine. E, secondo voi, se ne avessero avuto la certezza, non avrebbero almeno voluto rappresentarlo in qualche statua o raffigurazione? Infatti, se ci pensate, tutte le civiltà del passato hanno sempre sviluppato nella loro arte, attraverso miti, leggende e credenze religiose, le paure del popolo, come ad esempio nel libro della Rivelazione cristiana. E perché loro no? Se non siete ancora convinti, l'archeologo specialista in cultura e arte Maya Jean-Michel Hoppan vi può rispondere molto brevemente

I Maya non hanno mai predetto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012 e per nessuna altra data.

Che sia per un'apocalisse imminente o per un qualunque altro fatto catastrofico per il genere umano, instillare paura nella gente ha sempre portato i suoi vantaggi. E nuovamente il business prevale sulla ragione, facendosi beffa di ogni sua componente razionale. Infatti, non è la prima volta che creare del panico faccia da tornaconto alle aziende: un esempio? Ho una lunga lista di pandemie che ci avrebbero dovuto sterminare e che invece, dando più audience del dovuto, hanno spesso fatto meno vittime di una normale influenza stagionale: aviaria, suina, mucca pazza e chi più ne ha più ne metta. E da tutto questo chi ne ha tratto il maggior vantaggio? Ovviamente le case farmaceutiche che, con i loro vaccini sparsi per tutto il pianeta, hanno potuto riempire le loro già piene tasche. Nonostante questo, le persone corrono sempre a imbottirsi di medicinali senza sapere nemmeno quello che viene loro iniettato, nell'ignoranza o nella sottovalutazione di molti fatti che sono da “controindicazione”, come ad esempio il fatto che certi vaccini presi in tenera età sarebbero la probabile ma silente causa dell'autismo. Dunque – come detto precedentemente – la paura si fa beffa della ragione, ma a condurre il gioco è sempre il vile denaro che acceca ogni etica e giustizia. E questa volta chi ne sta guadagnando? Se cercate su Google, potrete trovare 1,6 milioni di pagine che trattano il tema come business. Ma questa è solo la punta dell'iceberg.

Inoltre, per chi non lo sapesse, c'è pure gente che ha scommesso dei soldi sulla probabile “fine”, ipotizzando cosa possa accadere: dall'epidemia di peste all'Apocalisse zombie, dall'attacco nucleare a quello extraterrestre, fino alla pioggia di meteoriti. A questo proposito, la domanda sorge spontanea: se avessero ragione, come andrebbero a riscuotere la loro vincita? Nel caso ci fosse un giro parallelo e opposto per chi invece – come me – ne è particolarmente scettico, avremmo la possibilità di guadagnare un bel gruzzoletto grazie a tutte quelle persone così furbe e intelligenti. Pensateci su!

In conclusione, sperando che ogni voce in proposito sia frutto della pura fantasia mista ad un continuo terrore totalmente irrazionale per l'autodistruzione, la “fine del mondo” può essere una utilissima occasione per fare tutte quelle pazzie che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare o semplicemente apprezzare la vita per quel che è. Dunque, perché non approfittarne?