in foto: Credits: Giacomo Latorrata

Sembra ieri quando tra i banchi di scuola, tra un libro e un esame, passavano gli Otto Ohm con le loro Oro Nero, Crepuscolaria, Amore al Terzo Piano e Argilla. Brani che hanno segnato non solo una generazione, quella dei nati negli anni '80, ma anche una Roma che sembrava al tempo diversa, più spensierata, capace di svuotarsi e ricominciare a vivere solo a settembre, perchè "d'estate non c'è tempo per la solitudine, la lasci a casa insieme a tutte le bollette".

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La stessa Roma che magicamente, nella cornice del Laghetto di Villa Ada illuminata da una brillante luna piena, si è radunata intorno alla band romana il 5 agosto 2017 per celebrare calorosamente i loro primi 2 decenni di concerti. Una serata di ricordi ma anche di consapevolezze, quelle che vedono gli anni passare ma la musica rimanere, intatta e ancora più forte, nel tempo. Come la voce der Bove (Andrea Vincenzo Leuzzi) rimasta invariata, così persistente che se chiudi per un attimo gli occhi la hai ancora lì tra le mani quella Musicassetta da 19.900 lire che iniziava con "Voltare Pagina".

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Una musica inconfondibile, che si origina dal dub e dal raggae per diventare qualcosa di diverso, personale eppure così collettiva da toccare in un qualche modo tutti coloro che hanno avuto un trascorso simile, così ritmata da spingere a ballare, muoversi insieme ai pensieri che seguono il filo dei testi, in un connubio perfetto di scosse e redenzioni. Testi e arrangiamenti che sebbene freschi come il venticello tra i pini di Villa Ada, si fanno sempre più intensi col passare degli anni.

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Organizzato da Orion Live Club in occasione della 24esima edizione di Villa Ada Incontra il Mondo, il concerto degli Otto Ohm è stato aperto da The Castaway. Scelta casuale? Non si direbbe, visto che il talentuoso giovane Luca Frugoni (fuori)classe '89 aveva già aperto con la sua imponente voce nell'agosto dello scorso anno anche il concerto di Daniele Silvestri al Vulcifest, e nel backstage conobbe gli Otto Ohm, che con Silvestri nel 2007 avevano collaborato per la traccia "A me ricordi il mare".

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Un incrocio di musiche, destini, strade e parole che condividono leggerezza unita a un messaggio, quello che si cela dietro testi dai diversi livelli di lettura, adatti a tutti in base al grado di profondità in cui ci si vuole tuffare. Testi che uniscono in un coro, un ritornello, un ricordo o intorno a un laghetto che rappresenta l'estate romana. Costante nel tempo che cambia, Villa Ada come la musica, gli Otto Ohm come le facce dei presenti al concerto, che mentre cantano senza freni Per innamorarmi di te non c'è voluto niente, "stringono la mano di un figlio e non hanno paura di vedere la vita che va".