Sto guardando su Sky Atlantic, 1992, la fiction ambientata nell'anno che ha cambiato le sorti del nostro paese.

Io nel 1992 avevo dieci anni. Da poco compiuti quando Mario Chiesa venne arrestato, già consapevole quando tra maggio e luglio, persero la vita a distanza di pochi mesi i giudici Falcone e Borsellino.

Non avrei mai immaginato di appendere in cameretta il poster di Antonio Di Pietro, eletto personaggio di quell'anno dal Corriere…dello Sport (si avete letto bene, il giornale sportivo aveva messo da parte i vari Baggio, Vialli, Casiraghi).

Avrei compreso solo qualche anno dopo che quei dodici mesi, in fondo, non sono stati che un vaso di Pandora scoperchiato a dovere; i mali del nostro Bel Paese erano noti da decenni. Per secoli perpetrati sempre allo stesso modo. Malaffare, arrivismo, favoritismi, vantaggi …

Ricordo come fosse ora la mia tesi di laurea in Storia del Diritto Romano. Un caso di corruzione nella Res Publica Romana. E allora noi diciamo 1992, ma anche negli anni avanti Cristo ritroviamo fattori simili, se non identici.

E mentre sullo schermo scorrono i personaggi (veri) di quell'anno, da Bossi a Di Pietro, fino a Silvio Berlusconi, penso che "da un'idea di Stefano Accorsi" sia solo una grande furbata.

Perchè se il prodotto è assolutamente ben fatto, l'idea di affrontare e raccontare quel periodo in una fiction, beh, è forte… ma sarebbe stata comunque affrontata.

Stefano Accorsi (suo il soggetto) ha strizzato l'occhio  alle fiction USA, specialmente a quella House of Cards dove il racconto spasmodico, violento e ugualmente arrivista del potere negli States è stato inondato di premi e riconoscimenti (facendo ammettere a Clinton che oltre il 99% dei fatti raccontati hanno uno sfondo di verità), risultandogli facile delineare anche alcuni dei personaggi.

Certo un pò surreale pensare che Leonardo Notte (interpretato proprio da Accorsi), pubblicitario che Marcello Dell’Utri ingaggia per studiare in quale modo Fininvest possa trarre vantaggio da quella stagione di cambiamenti sociali e politici, possa aver realmente solleticato Mariotto Segni porgendo all'allora "rinnovatore"  (quello che oggi si chiama rottamazione) addirittura un manipolo di ragazzotte Russe compiacenti.

Di contro emerge come fortissima la figura di Miriam Leone. La Veronica Castello interpretata da Miriam (personaggio dell'anno, dal punto di vista televisivo e cinematografico) è un evidente mix di tante figure reali di showgirl, arriviste e senza scrupoli, che pur di uscire dal sottobosco dello showbiz, sono disposte a tutto.

Nulla è cambiato. Se una conturbante Miriam si concede all'imprenditore Mainaghi ansimando più nel vedere la Cuccarini dimenarsi nel "Liberi, liberi" sigla di una vincente edizione di Buona Domenica, che non per l'atto fisico in sè, oggi centinaia di ragazzi e ragazze ancora sognano i palcoscenici dei talent (e non dei karaoke o di Non è la Rai) o della rete, come mezzo più semplice e meno faticato per arrivare al successo, disposte a fare di tutto pur di sfondare.

Successo, fama, soldi, sesso. Mix esplosivo di cui è pieno la storia dell'umanità.

Chiamatelo 1992, ma potete ritrovare le stesse storie ai tempi dei Savoia, o alla corte dei Borgia … o a quella di Cesare.

Chiamatelo 1992, ma oggi possiamo chiamarlo Mafia Capitale, o Gomorra …

1992 ci insegna che tutto è cambiato. Ma in fondo non è cambiato proprio nulla.